Negli ultimi anni parliamo molto di sostenibilità, ma raramente ci fermiamo a chiederci cosa significhi davvero tornare all’origine del tessuto. Coltivare la fibra. Seguirla nel tempo. Attendere i ritmi della terra.

In questa intervista incontriamo un’artista e coltivatrice Laura Sullivan che lavora con canapa e lino in Vermont (USA), seguendo l’intero processo: dal seme al capo finito, interamente a mano. Il suo approccio non è solo tecnico o agricolo, ma profondamente culturale.

Ho avuto l'occasione di conoscerla personalmente all'evento NOCO Hemp Conference, a Denver e abbiamo parlato molto della canapa e dei potenziali sviluppi. È una conversazione che va oltre il tessile, perché parla di appartenenza, di reciprocità e di un possibile nuovo paradigma in cui la terra torna al centro.

HSM: Come sei arrivata a lavorare con canapa e lino?

HSM: Si tratta di una scelta consapevole fin dall’inizio o qualcosa che è cresciuto nel tempo?

LS: Ho iniziato a lavorare con la canapa nel 2015, durante il mio ultimo anno di università. Stavo facendo ricerche sulle fibre naturali per la mia mostra di tesi e mi sono innamorata sia delle sue caratteristiche fisiche sia del suo significato storico. In quel momento la utilizzavo solo come tessuto, e sarebbero passati altri sei anni prima che iniziassi a coltivare canapa per uso tessile.

Allo stesso tempo, però, avevo un background agricolo: da giovane avevo lavorato in fattoria, quindi conoscevo già l’atto di piantare semi come una sorta di magia dell’universo.

Non direi che sia stata una scelta immediatamente consapevole fin dall’inizio, ma è diventata presto il mio obiettivo. Ho visto il potenziale culturale che questa pianta alleata e benefica poteva portare e ho voluto farne parte. Mi sono trasferita in Vermont per la canapa, ed è il filo conduttore che ho seguito e a cui sono rimasta profondamente legata da allora.

Ho iniziato a coltivare lino solo l’anno scorso, nel 2025, ma facendo parte della Fibershed ero già immersa in questo mondo da tempo. E posso dire che sono totalmente innamorata del lino. Canapa e lino sono più diversi di quanto mi aspettassi, ma entrambi sono per me molto speciali.

Raccolta di canapa in Vermont, USA, Laura Sullivan

HSM: Cosa ti ispira di più quando lavori con queste fibre: piante, terra oppure il processo manuale?

LS: Ciò che mi ispira di più è l’atto di co-creazione con la terra.

Ci sono due momenti nel processo in cui lo sento in modo più intenso.

Il primo è durante la macerazione (retting): si prendono gli steli e si dispongono con cura sul terreno. Non troppo vicini, non troppo distanti. Si girano con attenzione ogni sei giorni, o più spesso se piove. Per circa tre settimane li si osserva “rosolarsi” lentamente sulla superficie della terra, finché non si trasformano alchemicamente in una materia prima grezza e primaria.

Il processo stesso è il luogo in cui umano e terra si incontrano. La fibra macerata è come un linguaggio condiviso che esiste in entrambi i mondi, e il messaggio è semplice: appartenenza.

Il secondo momento è più quotidiano, ma altrettanto significativo. Amo utilizzare ogni sottoprodotto generato durante la lavorazione. Per esempio, adoro pacciamare il mio orto con il canapulo e le fibre di scarto, oppure creare tinture dalle foglie. È gioioso vivere con questi materiali: coltivare cibo con essi e indossarne i colori. Tutto torna al senso di appartenenza alla terra e alla reciprocità con il mondo più-che-umano. Questa è la parte più ispirante: tutte le possibilità di amare la terra.

Macerazione delle canapa, Vermont, USA, Laura Sullivan

HSM: Coltivare, lavorare e tingere le proprie fibre è oggi un approccio radicale. Cosa ti insegna lavorare così da vicino con il materiale che l’industria tessile non può insegnare?

LS: Il mio approccio alla fibra come forma d’arte e come tradizione di sapere mi ha instillato un profondo rispetto per il processo. Al centro della mia ricerca c’è qualcosa di completamente diverso: la Terra.

L’industria tessile, nella sua configurazione attuale, deve mettere al centro il profitto e i margini. Io non sono vincolata a questo schema. Credo che sia mio compito immaginare cosa esista oltre, perché non possiamo continuare sulla traiettoria attuale per quanto riguarda la produzione tessile e la moda.

Devo molto alla mia pratica artistica come forza di radicamento nella mia vita. È un dono poter lavorare con queste fibre; toccare ciò che è reale. Credo che questo mi metta in sintonia con la terra in un modo particolare.

Sono devastata per ciò che sta accadendo al pianeta e sul pianeta. Come artista sento il bisogno di usare la mia posizione e la mia voce a favore della Terra e del futuro.

Vestito in canapa, Laura Sullivan

HSM: Il Vermont ha un ruolo forte nel tuo lavoro.

HSM: Come vedi il contributo di canapa e lino a una rinnovata cultura tessile locale, nella tua regione e nel mondo?

LS: Dopo anni di ricerca, credo davvero che ciò che è possibile fare con canapa e lino sia limitato solo dalla nostra immaginazione.

Mi trovo spesso a ricordare alle persone che canapa e lino offrono molto più dei soli tessili. Esistono migliaia di industrie nel mondo che potrebbero essere trasformate da forniture regionali di fibra grezza di canapa e lino.

Il tessile è un uso iconico, ma rappresenta solo la punta della piramide delle applicazioni di lusso che le fibre liberiane possono offrirci. Voglio parlare di sostituire combustibili fossili, plastica e carta derivata dal legno. Voglio vedere case costruite in zone a rischio incendi con hempcrete resistente al fuoco. Voglio vedere la canapa coltivata per la fitorisanamento nei siti contaminati. Voglio costruire resilienza nelle nostre comunità oggi.

Su scala globale, molti Paesi si sono impegnati a ridurre le emissioni. La canapa è uno degli strumenti per farlo. Su scala locale, in Vermont stiamo assistendo alla rapida scomparsa delle aziende lattiero-casearie. Prima dell’ascesa del settore lattiero, il paesaggio del Vermont era punteggiato di pecore. In un clima che cambia, anche l’agricoltura dovrà adattarsi, come ha sempre fatto. Sono profondamente colpita dal potenziale che la canapa offre al futuro, in contrasto con la cupezza del momento storico che stiamo vivendo.

HSM: La tua collezione MFA MATR!ARCHY NOW!! è profondamente radicata nel luogo e nel processo. Cosa significa per te coltivare la fibra e seguirla dal campo fino al capo finito, lavorando interamente a mano?

LS: Grazie per questa domanda.

Questa collezione è, prima di tutto, la nascita di un nuovo paradigma: uno in cui la terra è al centro. Oggi viviamo in un mondo dove al centro c’è il profitto, e questo si sta rivelando una rapida condanna a morte.

Questa collezione è una preghiera per coloro che erediteranno questa Terra e sceglieranno di vivere in reciproca armonia con essa.

Realizzo questo lavoro perché devo farlo. A questo punto, sento di lavorare per le piante. È la mia vocazione mostrare al mondo ciò che donna e terra possono creare insieme.

La speranza è che chi osserva possa vedere il mondo con occhi nuovi, riconoscendo tutta la magia che è sempre stata sotto i nostri piedi.

HSM: Grazie mille Laura per aver condiviso il tuo processo, la tua collezione e la tua passione per canapa e lino con i nostri lettori.

collezione MFA MATR!ARCHY NOW!!, Laura Sullivan
Foto Credit: Laura Sullivan